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Ucraina, i razzi centrano le case a Kiev. Esodo disperato da Mariupol

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Palazzi bombardati, civili uccisi, giornalisti di nuovo nel mirino. A Kiev, ma anche nelle altre zone dell’Ucraina, l’assalto degli invasori russi sta diventando ancora più violento. E va ben oltre gli obiettivi militari. Uno dei più feroci e sanguinari signori della guerra, il leader ceceno Ramzan Kadyrov, è il nuovo volto di Mosca. La sua presenza a Kiev non lascia più dubbi, spiega meglio di qualsiasi analisi quali siano le reali intenzioni di Putin in Ucraina: «Arrendetevi, o vi finiremo, vi stermineremo tutti», dice in un video su Telegram. Sostiene di essere in un bunker sotterraneo nella periferia della Capitale. Il Cremlino non ha smentito, ha semplicemente detto di «non avere informazioni». Un ex parlamentare ucraino ha messo una taglia su Kadyrov, promettendo una casa e un terreno a chi lo ucciderà. Secondo Kiev è anche imminente la partecipazione all’invasione dell’esercito bielorusso. Dice il Centro ucraino per le comunicazioni strategiche che il pretesto sarebbe la risposta a un raid aereo attribuito a Kiev, ma orchestrato da Mosca. Intanto, secondo la Cnn, un corridoio via terra è stato realizzato dai russi tra la Crimea e il Donbass. In particolare ora dai territori già presi nel 2014 c’è la possibilità di raggiungere Mariupol e questo consente all’esercito di Putin di avere il sostegno dei ribelli della Repubblica Popolare di Donetsk.

Ma la guerra non è solo a Est. Tutt’altro. Un attacco aereo sulla torre della tv a Rivne, ad ovest dell’Ucraina, ieri pomeriggio ha causato nove morti e nove feriti. A Kiev i missili per tutto il giorno hanno colpito anche obiettivi civili: alle 5 i palazzoni di un quartiere residenziale sono stati bombardati. Sono interventi i vigili del fuoco per spegnere le fiamme, mentre gli abitanti fuggivano da un condominio di nove piano nel distretto di Oblon. Due le vittime, tre i feriti. A una decina di chilometri dalla Capitale, nel sobborgo di Sviatoshyn, è stata distrutta dai russi la fabbrica dell’Antonov, si tratta di un fondamentale sito per i voli cargo, ma anche una base area militare. E poi, sempre a Kiev, i missili hanno colpito un filobus, i negozi, una banca, una pensilina, sfiorato una scuola. I russi, di fronte alle difficoltà incontrate nell’avanzata verso la Capitale, ma anche a sud da est verso Odessa, ora stanno aumentano la violenza delle loro azioni. Hanno anche accusato gli ucraini di avere a loro volta causato 20 vittime e 28 feriti tra i civili a Donetsk (siamo a est nel cuore della repubblica riconosciuta solo da Putin). Secondo i separatisti fedeli ai russi anche un bambino ha perso la vita. Il portavoce militare ucraino Leonid Matyukhin ha però replicato: «Si tratta senza dubbio di un missile russo o altra munizione, non ha senso nemmeno parlarne».

INVIATI
Questo conflitto non risparmia neppure i giornalisti: l’altro giorno a Irpin è stato ucciso il free lance americano Brent Renaud, colpito dai soldati russi; ieri è rimasto ferito gravemente, a causa dell’esplosione di un ordigno, un reporter del network Usa Fox News, l’inglese Benjamin Hall, 39 anni, colpito dalle schegge alle gambe e ricoverato in terapia intensiva. La notizia è stata ufficializzata ieri sera in diretta dal notiziario di Fox News, nel corso del quale è stato spiegato dal conduttore, John Roberts: «Per ora abbiamo pochi dettagli, sappiamo che Benjamin è in ospedale in condizioni serie, è rimasto ferito mentre raccoglieva notizie nei pressi di Kiev. Per favore pregate per lui e per la sua famiglia». A sud est, nel porto di Berdyansk sul Mare d’Azov, sono arrivate le navi di Putin e la tv russa ha anche mostrato imbarcazioni della marina ucraina catturate. Sia a Berdyansk sia nella vicina Melitopol i sindaci sono stati rimossi. Ormai la tecnica è consolidata: i russi sequestrano gli amministratori locali. Ieri è toccato al presidente del Consiglio distrettuale di Melitopol, Sergiy Pryima, e alla vice presidente di Zaporizhzhya, Leila Ibrahimova.

Prosegue il feroce assedio di Mariupol (giù 2.500 vittime) dove, finalmente, è stato attivato un primo corridoio umanitario con 160 veicoli che hanno potuto lasciare la città dove ormai manca tutto, cibo, acqua, gas e corrente. I russi hanno fermato un convoglio umanitario che stava tentando di portare aiuti alla città. Ma a Mariupol e negli altri centri assediati dall’esercito di Putin ci sono ancora 34 italiani bloccati, ha spiegato l’altro giorno il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio. A Kherson, altra città occupata dai russi, è praticamente ostaggio con moglie e figlioletta Giovanni Bruno, siciliano: «Qui è tutto bloccato, la città è circondata. Ci sono check point in entrata e in uscita. E se qualcuno prova a scappare, gli sparano». Per difendersi da quelli che in tutta l’Ucraina vengono chiamati «sabotatori», gli infiltrati fedeli a Putin, il governo di Zelensky ha anche deciso di chiedere aiuto alla tecnologia del riconoscimento facciale, collaborando con la società più nota, ma anche discussa, nello sviluppo di questo tipo di tecnologia, Clear View, che sta fornendo materiale al Ministero della Difesa. In tutta risposta i russi minacciano i volontari che stanno andando in aiuto dell’Ucraina. Hanno spiegato dal Cremlino che pure non ha problemi a chiamare i mercenari dalla Siria: «L’esercito russo conosce la localizzazione dei mercenari stranieri in Ucraina e condurrà raid chirurgici contro di loro».

Navi a sud; bombardamenti di palazzi a Kiev ma anche ai confini con la Polonia, come quelli che domenica mattina hanno colpito una base militare; repressione nelle città prese e rapimenti dei sindaci, missili contro scuole e ospedali nelle località come Mykolaiv che sulla costa del mar Nero stanno bloccando l’avanzata delle truppe di Putin. E poi il ricorso alla ferocia dei ceceni e addirittura l’arrivo di 400 mercenari dalla Siria che sono già a Gomel, in Bielorussia, e a Rostov. Perché la Russia, che aveva cominciato questa invasione con la convinzione di ottenere risultati in tempi rapidissimi, ora ha alzato il livello dello scontro? Da una parte c’è la necessità, probabilmente, di occupare un’area molto vasta dell’Ucraina, per partire da una posizione di forza quando, prima o poi, il tavolo delle trattative dovrà portare a un esito. Dall’altra, almeno secondo la valutazione della Difesa Usa, c’è la rabbia per gli insufficienti risultati raggiunti e perché fondamentalmente sono di fronte a una fase di stallo.

ANALISI
Ha spiegato John Kirby, portavoce del Pentagono, durante un briefing con la stampa: «I russi sono frustrati dalla resistenza degli ucraini. Certo, hanno avuto problemi logistici, ma la lentezza delle loro operazioni è dovuta in gran parte proprio alla risposta dei resistenti, al coraggio e alle armi che hanno ricevuto. Stanno difendendo i cieli con efficacia. Noi continuiamo a dare lor materiale secondo i loro bisogni, con la massima velocità possibile». Il comandante della Guardia nazionale russa, Viktor Zolotov, ha dichiarato, confermando senza volerlo l’analisi americana: «Non tutto sta andando alla velocità che vorremmo. Ma stiamo procedendo verso l’obiettivo passo dopo passo, e vinceremo». Ogni giorno è sempre più drammatico il bilancio del numero delle vittime: secondo l’Onu, i civili uccisi sono almeno 636, tra cui 46 bambini, mentre altri 1.125 risultano feriti. I bilanci ucraini vanno oltre: 90 bimbi morti e oltre 100 feriti.

Ramzan Kadyrov, chi è il leader ceceno fedelissimo di Putin. È a Kiev nascosto in un bunker: «Ucraini, vi finiremo»

Ucraina, la diretta della guerra

Ore 01.00 – La Cina invita ancora alla «massima moderazione» nella gestione della crisi in Ucraina, sottolineando l’importanza di proteggere i civili e di prevenire una crisi umanitaria su larga scala. È quanto ha detto il direttore della Commissione affari esteri del Partito comunista cinese Yang Jiechi nell’incontro avuto a Roma con il consigliere per la Sicurezza nazionale Usa, Jake Sullivan. Per affrontare la crisi, ha aggiunto Yang citato dalla Xinhua, «bisogna andare all’origine del problema e rispondere alle legittime preoccupazioni di tutte le parti».

Ore 00.10 – I leader della Nato stanno valutando una riunione straordinaria a Bruxelles alla fine della prossima settimana, alla quale il presidente Joe Biden dovrebbe partecipare. Lo riporta Cnbc citando fonti americane.

Ore 23.58 – «Non vediamo nessun impegno da parte di Vladimir Putin una de-escalation in Ucraina». Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca Jen Psaky in un briefing con la stampa rispondendo ad una domanda sui colloqui tra negoziatori russi e ucraini.

Ore 23.39 – Il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky ha presentato alla Verkhovna Rada un disegno di legge per estendere la legge marziale nel Paese. Lo ha annunciato il servizio stampa del parlamento ucraino. Secondo il canale televisivo ucraino «Dom», riporta la Tass, il presidente propone di estendere il regime della legge marziale dal 24 marzo per altri 30 giorni. La legge marziale è stata introdotta in tutta l’Ucraina il 24 febbraio.

Ore 23.29 – «Tutte le parti devono esercitare moderazione, proteggere i civili ed impediscano una crisi umanitaria di larga scala». È quanto ha detto Yang Jiechi, responsabile della politica estera del Partito Comunista cinese, nel suo colloquio con Jake Sullivan, il consigliere per la Sicurezza Nazionale Usa, oggi a Roma, sottolineando che «è importante, per risolvere il contesto storico della questione ucraina, andare all’origine del problema e rispondere alle preoccupazioni legittime di tutte le parti». Ed ha invocato la necessità di una «visione a lungo termine» per una «comune, complessiva, cooperativa e sostenibile sicurezza», si fa riferimento ad una «cornice di sicurezza efficace e sostenibile dolarpea, basata sul principio della indivisibilità della sicurezza», principio cardine delle richieste presentate dalla Russia a Nato ed Usa.

Ore 22.44 – «Bisogna dire che tutto è possibile in termini di sanzioni». Lo ha detto Emmanuel Macron intervistato questa sera su Tf1, sottolineando che «l’obiettivo è massimizzare il costo di guerra per la Russia e fare in modo che ad un certo punto decida di fermarsi». «Il nostro ruolo è cercare di fermare questa guerra senza fare la guerra – ha detto ancora il presidente francese – sanzionando la Russia ed aiutando l’Ucraina ed il suo popolo a sopravvivere ed isolando internazionalmente la Russia». «Bisogna dire le cose a Vladimir Putin – ha aggiunto rendendo noto la sua intenzione di parlare di nuovo con il presidente russo »nelle prossime ore« – per rompere la sua logica, per spiegargli le conseguenze della sua linea di azione».

Ore 22.16 – Gli Stati Uniti sono impegnati alla sicurezza degli alleati della Nato. È il messaggio inviato dal vice presidente americano Kamala Harris ai premier di Bulgari e Repubblica Ceca, Kiril Petkov e Petr Fiala, nel corso di una conversazione telefonica. «I leader hanno discusso degli sforzi degli Usa e dell’Ue per l’assistenza all’Ucraina e alla regione, inclusi quelli umanitari a chi fugge dalla violenza», afferma la Casa Bianca. 

Ore 20.32 – «Non vediamo nessun impegno da parte di Vladimir Putin una de-escalation in Ucraina». Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca Jen Psaky in un briefing con la stampa rispondendo ad una domanda sui colloqui tra negoziatori russi e ucraini.

Ore 20.23 – Gli Stati Uniti sono preoccupati dall’allineamento della Russia con la Cina. Lo riporta l’agenzia Bloomberg citando un funzionario dell’amministrazione Biden in merito all’incontro fra il consigliere alla Sicurezza Nazionale Jack Sullivan con il capo della diplomazia del Partito comunista cinese Yang Jiechi. La discussione è state «intensa», e oltre all’Ucraina Sullivan e Yang hanno discusso di Corea del Nord e Taiwan.

Ore 20.03 – La Russia è pronta a vietare l’esportazione di grano e zucchero per mantenere la stabilità del mercato interno. Lo ha annunciato – secondo quanto riporta l’Interfax – la vice premier Victoria Abramchenko su Telegram sottolineando di aver approvato «gli atti introdotti dal Ministero dell’Industria e del Commercio per vietare l’esportazione di zucchero bianco e grezzo dalla Federazione Russa fino al 31 agosto, così come quella di grano, segale, orzo e mais fino al prossimo 30 giugno». Il ministero dell’Agricoltura ha detto a Interfax che il divieto potrebbe scattare da domani.

Ore 17.43 – Alla Casa Bianca si sta cominciando a valutare la possibilità di avere presto una missione di Joe Biden in Europa, mentre è in corso l’invasione russa dell’Ucraina. Lo rivelano fonti citate dalla Cnn, che sottolineando che l’eventuale decisione sul viaggio non è stata finalizzata. Dall’inizio dell’attacco della Russia, il 24 febbraio scorso, sono venuti in missione in Europa diversi alti esponenti dell’amministrazione Biden, compresa la vice presidente Kamala Harris e il segretario di Stato, Antony Blinken. Ed oggi è a Roma il consigliere per la Sicurezza Nazionale, Jake Sullivan, per un incontro con l’inviato diplomatico cinese Yang Jiechi.

Ore 19.29 – «Lo scopo dell’incontro di oggi era esprimere in modo molto chiaro a Pechino le nostre preoccupazioni rispetto a un suo coinvolgimento» nella guerra in Ucraina e ribadire alla Cina «che qualsiasi tipo di supporto a Mosca – militare o economico – comporterà delle implicazioni». Lo ha detto il portavoce del dipartimento di Stato Usa Ned Price a proposito dell’incontro a Roma tra il responsabile per la sicurezza nazionale americana, Jake Sullivan, e un alto rappresentante cinese. «Non entrerò più nei dettagli, lo farà la Casa Bianca più tardi», ha precisato.

Ore 19.19 – La Russia anticipa altri «attacchi mirati» contro le basi in cui vengono ospitati in Ucraina «mercenari stranieri», come quello di ieri contro la base di Yavoriv, a poca distanza dal confine con la Polonia. «Sappiamo dove si trovano i mercenari stranieri in Ucraina. Continueremo a portare a termine contro di loro attacchi mirati», ha affermato il portavoce del ministero della Difesa, Igor Konashenkov. «Diversi Paesi Occidentali stanno promuovendo il coinvolgimento di loro cittadini come mercenari nelle ostilità contro le forze russe in Ucraina», ha aggiunto.

Ore 19.00 – Si è concluso, dopo una maratona di quasi 8 ore, compresa una pausa, l’incontro tra il consigliere della Sicurezza nazionale Usa, Jake Sullivan e il capo della diplomazia del partito comunista cinese, Yang Jiechi. Il colloquio tra i due, al Cavalieri Hotel di Roma, ha avuto inizio intorno alle 10.30 e dopo i colloqui non c’è stato nessun punto stampa. Alla fine del lungo colloquio, a porte chiuse, le due delegazioni hanno lasciato l’hotel mentre un folto gruppo di giornalisti italiani e stranieri li ha attesi a lungo davanti all’albergo. Domani mattina, alle 8.30, è previsto a Palazzo Chigi l’incontro tra Sullivan e Luigi Mattiolo, il consigliere diplomatico del presidente del Consiglio, Mario Draghi.

Ore 18.58 – Nel corso del colloquio telefonico con il premier israeliano Naftali Bennett, il presidente russo Vladimir Putin ha denunciato la «barbara azione» compiuta dagli ucraini con il raid su Donetsk, nel quale sono morte 20 persone. Lo ha riferito il Cremlino, precisando che il colloquio è avvenuto su richiesta della parte israeliana. Putin ha accusato Kiev – che ha invece attribuito la responsabilità alle forze di Mosca – di aver usato «bombe a grappolo contro i civili». E poi il presidente russo «ha condiviso le sue valutazioni sul processo negoziale tra rappresentanti russi e ucraini, che si sta svolgendo in questi giorni in videoconferenza».

Ore 18.48 – Un incontro tra Vladimir Putin e Joe Biden «non è al momento in discussione». Lo afferma il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, citato dalla Tass.

Ore 18.34 – Il presidente russo Vladimir Putin ha discusso della crisi ucraina in una telefonata con il premier israeliano Naftali Bennett. Lo riferisce il Cremlino, citato da Interfax. Insieme alla Turchia, Israele è stato indicato come un dei possibili mediatori nel conflitto.

Ore 18.28 – In Bielorussia è stato avvistato un grande convoglio di equipaggiamenti militari in transito verso il confine con l’Ucraina. Lo riporta l’agenzia ucraina Unian, citando un video di un testimone sul posto. «La colonna nemica dalla Bielorussia si sta avvicinando al confine ucraino», sottolineano i media ucraini precisando che «il filmato mostra camion militari e altri veicoli blindati. Davanti alla colonna c’è un veicolo contrassegnato dalla lettera V, che potrebbe indicare – prosegue – una sua affiliazione con le Forze Armate» russe.

Ore 18.21 – «Quasi tutti» gli assalti della Russia in Ucraina «sono in stallo», incluso l’avanzata del famigerato convoglio nel nord del Paese di cui si parla da giorni. Lo ha detto un alto funzionario della Difesa Usa in un briefing con la stampa. La fonte ha precisato che anche gli assalti di Mosca alle città di Chernihiv e Kharkiv sono al momento fermi, aggiungendo che le forze russe hanno spostato una colonna di circa 30 veicoli verso la cittàò di Izium, presumibilmente per bloccare il flusso delle forze ucraine dalla parte occidentale del paese.

Ore 18.00 – Gli Stati Uniti hanno detto agli alleati che la Cina ha segnalato la sua disponibilità a fornire assistenza militare alla Russia a sostegno dell’invasione in Ucraina. Lo riporta il Financial Times citando alcune fonti.

Ore 17.20 – Sono almento 636 i civili ucraini uccisi dall’inizio dell’invasione russa, secondo un bilancio fornito dall’Ufficio per gli affari umanitari dell’Onu (Ohchr) alla Cnn. Tra le vittime figurano 46 minorenni, bambini o adolescenti. Altri 1.125 risultano feriti. Il bilancio, aggiornato alla mezzanotte scorsa, riguarda solo le vittime accertate, ma è probabile che il bilancio reale sia notevolmente più pesante.

Ore 16.54 – Sono stati riaperti i corridoi umanitari per l’evacuazione dei civili dalle città ucraine di Kiev, Chernihiv, Sumy e Kharkiv, oltre che da Mariupol, grazie ad un cessate il fuoco temporaneo dichiarato oggi. Lo annuncia il ministero della Difesa di Mosca citato dall’agenzia Interfax.

Ore 16.46 – La Casa Bianca sta discutendo la possibilità di un viaggio in Europa nelle prossime settimane. Lo riporta Nbc citando alcune fonti.

Ore 16.14 – «Stiamo continuando la stretta collaborazione con alleati e partner per assicurarci che il popolo ucraino possa difendere la propria nazione». Lo ha scritto su Twitter il presidente americano Joe Biden sottolineando che «gli Stati Uniti hanno stanziato nell’ultimo anno oltre 1,2 miliardi di dollari in assistenza alla sicurezza all’Ucraina».

Ore 15.45 – La delegazione cinese è tornata dopo un’ora e mezza di pausa all’hotel Cavalieri Waldorf Astoria a Roma per riprendere i colloqui sull’invasione russa dell’Ucraina. Il consigliere per la sicurezza nazionale Usa Jake Sullivan e il responsabile della politica estera del partito comunista cinese Yang Jiechi sono tornati quindi a sedersi al tavolo dei negoziati.

Ore 15.30 – I primi 400 mercenari siriani arruolati dalla Russia sono arrivati ai confini dell’Ucraina. Lo riporta l’agenzia ucraina Unian. Centri di alloggio e addestramento sono stati allestiti vicino alla frontiera nelle regioni di Rostov, in Russia, e Gomel, in Bielorussa. Secondo l’osservatorio per i diritti umani in Siria, i miliziani arruolati nel Paese da Mosca sono più di 40mila.

Ore 15.22 –  «Kiev. Una delle città più belle dell’Ue oggi sembra un frame di un film sull’apocalisse». Lo scrive su Twitter il ministro ucraino della Difesa, Oleksii Reznikov, mostrando una sua foto scattata nel centro di Kiev con alle spalle dei sacchi di sabbia. «Sumy, Kharkiv, Mariupol – è terribile. Questo è ciò che la Russia porta con sé: persone morte, distruzione non solo delle città ma anche della democrazia, dei diritti, delle libertà. Non sono slavi. Sono orchi. Ma vinceremo», ha aggiunto il ministro.

Ore 15.02 – «Pausa tecnica dei negoziati» tra Russia e Ucraina «fino a domani. Vanno avanti i lavori nei gruppi lavoro. Le trattative continuano». Ad affermarlo in un tweet è il consigliere della presidenza ucraina, Mykhailo Podolyak.

Ore 14.35 – Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha detto che «colloqui difficili» sono in corso con la Russia nel quarto round di negozaiti iniziati stamattina. «I colloqui difficili continuano. Tutti stanno aspettando notizie. Questa sera riferiremo il risultato», ha detto Zelensky in un messaggio video.

Ore 13.55 – È stato sbloccato il corridoio umanitario per l’evacuazione dei civili da Mariupol, città nel sud dell’Ucraina assediata dai russi, e decine di automobili con a bordo residenti hanno già potuto lasciare il centro abitato. Lo riferisce il consigliere del sindaco di Mariupol Petro Andryushchenko, citato dall’agenzia ucraina Unian. Andryushchenko ha precisato che a partire dalle 13 ora locale (le 12 ora italiana) i russi hanno garantito la sicurezza del corridoio umanitario da Mariupol a Zaporozhzhya. Cinquanta auto private hanno già superato i controlli e si stanno dirigendo verso Zaporozhzhya. Nessuna evacuazione o accesso di aiuti umanitari era stata finora possibile per questa città sulla costa del Mar d’Azov stretta d’assedio dai russi e dalle milizie della autoproclamata Repubblica di Donetsk, dove secondo molte testimonianze mancano acqua corrente, elettricità e riscaldamento.

Ore 13.40 – La Russia punterà a utilizzare lo yuan cinese come una delle riserve valutarie. Lo annuncia il ministro delle finanze Anton Siluanov parlando al canale televisivo Rossiya-24, secondo quanto riporta la Tass. «Lo yuan cinese è una valuta di riserva affidabile», ha detto il ministro e «una parte delle riserve auree e valutarie è in questa valuta. Nelle relazioni commerciali con la Cina, utilizzeremo una quota delle riserve auree e valutarie denominate in yuan», ha puntualizzato. «Lo yuan rimane attualmente una di queste fonti delle riserve valutarie del nostro Paese e lo utilizzeremo in tutti gli aspetti», ha concluso Siluanov.

Ore 13.25 – Le imprese di società straniere che si sono ritirate dalla Russia dopo l’invasione dell’Ucraina potranno essere dichiarate fallite entro 3-6 mesi, con una proceduta accelerata. Lo ha annunciato il ministro delle finanze russo, Anton Siluanov, parlando alla tv Rossiya-24, secondo quanto riporta la Tass. «Abbiamo previsto e sviluppato un meccanismo speciale: il fallimento accelerato che prevede l’amministrazione temporanea accelerata e la vendita delle società» che hanno deciso di abbandonare la Russia. «Il meccanismo sarà attuato entro un periodo da 3 a 6 mesi, a seconda della posizione dei proprietari di tali società», ha detto.

Ore 13.05 – Mentre è in corso il nuovo round di negoziati tra Russia e Ucraina il vice capo dell’ufficio del presidente Zelensky, Ihor Zhovkva, ha detto di ritenere che la posizione di Mosca sia più costruttiva di quanto non fosse in precedenza. «Invece di darci un ultimatum o linee rosse o chiedere all’Ucraina di capitolare, ora sembrano avviare negoziati costruttivi», ha detto a Radio 4’s Today, secondo quanto riporta la Bbc.

Ore 12.40 – Il Cremlino annuncia che «l’operazione speciale in Ucraina prosegue secondo i piani» e che «sarà completata». La Russia inoltre, afferma Peskov citato dalla Tass, non ha chiesto alcuna assistenza militare alla Cina perché «ha il potenziale» di continuare da sola. Il portavoce del Cremlino Peskov, su richiesta dei giornalisti, non ha voluto annunciare un’ipotetica data per la fine di quella che Mosca chiama «l’operazione speciale» in Ucraina.

Ore 12.38 – L’esercito russo non esclude di prendere il «controllo totale» delle grandi città ucraine. Lo afferma il Cremlino.

Ore 12.29 – Una ragazza di 15 anni è morta nella città di Derhachi, nella regione di Kharkiv, a causa dei bombardamenti nemici. Lo ha annunciato su Facebook il capo del dipartimento investigativo del Gunp nella regione di Kharkiv, Serhiy Bolvinov. «Era nata nel 2007 ed è morta a causa dei bombardamenti. Daryna era andata in un’altra stanza a raccogliere giocattoli per i fratellini piccoli, e in quel momento un proiettile ha colpito la loro casa a Dergachi», ha detto sottolineando che i genitori e altri due bambini che erano con lei si sono salvati.

Ore 12.23 – La centrale di Chernobyl è tagliata di nuovo fuori dalla rete elettrica. Lo fa sapere l’operatore della centrale.

Ore 12.18 – Più di 2,8 milioni di persone sono fuggite dall’Ucraina dopo l’invasione russa. Lo afferma l’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati.

Ore 12.15 – Ai colloqui in corso tra le delegazioni dell’Ucraina e della Russia le parti restano ferme sulle «loro specifiche posizioni. La comunicazione continua ad essere difficile. La ragione del disaccordo è che ci sono sistemi politici troppo diversi». Lo ha detto il consigliere dell’ufficio presidenziale ucraino Mikhail Podolyak su Telegram. La trattativa, comunque, aggiunge in un altro post su Twitter, «va avanti».

Ore 12.10 – «Diverse guerre regionali e specialmente la guerra in corso in Ucraina dimostrano che chi governa le sorti dei popoli non ha ancora recepito la lezione delle tragedie del XX secolo». Lo ha detto il Papa nell’udienza all’Associazione «Anima per il sociale nei valori d’impresa» dell’Unione industriali del Lazio. Per il Papa, «tenendo l’obiettivo puntato sul bene comune, risulta necessario che la politica e l’economia, in costante dialogo tra loro, si pongano decisamente al servizio della vita, la vita umana e la vita del creato», «non al servizio della non vita e della morte come purtroppo succede a volte».

Ore 12.05 – La linea che alimenta la centrale nucleare di Chernobyl e la città di Slavutych è stata nuovamente danneggiata dalle forze russe dopo le riparazioni. Lo ha riferito Ukrenergo, la società che gestisce la rete di trasmissione nazionale ucraina, sulla sua pagina Facebook secondo quanto riporta l’agenzia Unian. Ieri la linea ad alta tensione che alimenta la centrale di Chernobyl e la città di Slavutych era stata riparata e rimessa in funzione.

Ore 12.01 – «Dal territorio ucraino non deve più arrivare alcuna minaccia per la Russia». Lo ha detto il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, ribadendo che «le tradizioni, la cultura e la lingua russe non devono essere in alcun modo sottoposte a discriminazioni sul territorio ucraino». Lavrov, in una conferenza stampa a Mosca con il collega del Qatar Mohamed bin Abdulrahman Al-Thani, è tornato a denunciare i «neonazisti» in Ucraina.

Ore 11.49 – «Abbiamo parlato dell’attenzione alla creazione di corridoi umanitari» in Ucraina. Lo ha detto il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, parlando a Mosca dopo un incontro con il collega del Qatar Mohammed bin Abdulrahman Al-Thani.

Ore 11.47 – «Israele non sarà una strada per bypassare le sanzioni imposte alla Russia e dagli Usa e da altre potenze occidentali». Lo ha detto il ministro degli Esteri Yair Lapid in Slovacchia. «Il ministero degli Esteri – ha aggiunto – sta coordinando il dossier insieme ai partner, inclusi la Banca di Israele, il ministero delle finanze, quello dell’Economia, l’Autorità aeroportuale, il ministero dell’Energia e altri».

Ore 11.43 – Ramzan Kadyrov, il leader ceceno fedelissimo di Vladimir Putin, è a Ivankov, nel distretto di Kiev, nascosto in un seminterrato. Lo dice il ministro degli interni ucraino, Anton Gerashchenko, secondo quanto riporta l’agenzia Unian.

Ore 11.38 – Sale a oltre 2.500 dall’inizio dell’invasione russa in Ucraina il bilancio delle vittime dei bombardamenti russi nella città meridionale di Mariupol. Lo riferisce il consigliere della presidenza di Kiev Oleksiy Arestovych, secondo quanto riportano i media internazionali. «Oltre 2.500 persone sono state uccise, secondo i rapporti ufficilali delle autorità cittadine. E questa è una catastrofe alla quale il mondo non ha dato il giusto peso», ha detto Arestovych.

Ore 11.32 – Il quarto round di colloqui tra Kiev e Mosca ha preso il via. Lo riferisce un negoziatore ucraino. «Le parti esprimono le proprie posizioni specifiche», ha scritto il capo negoziatore parlando di «comunicazione difficile» con Mosca e citando «sistemi politici troppo diversi». Necessario, sottolinea, «un dialogo libero». «Pace, un cessate il fuoco immediato e il ritiro di tutte le truppe russe. E e solo dopo questo possiamo parlare di relazioni regionali e di differenze politiche», ha scritto Podolyak.

Ore 10.37 – È salito a 2.500 il numero delle persone che hanno perso la vita a Mariupol, città portuale nel sud dell’Ucraina assediata e bombardata dalle truppe russe, dall’inizio della guerra lo scorso 24 febbraio. Lo ha detto Oleksiy Arestovych, consigliere del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, spiegando che i dati sono stati forniti dall’amministrazione comunale di Mariupol. Arestovych ha poi accusato la Russia di impedire l’arrivo degli aiuti umanitari in città.

Ore 10.36 – Novanta bambini sono stati uccisi e oltre 100 feriti dall’inizio dell’invasione in Ucraina. Lo afferma l’ufficio del procuratore generale dell’Ucraina, secondo quanto riporta il Guardian. «Il maggior numero di vittime è nelle regioni di Kiev, Kharkiv, Donetsk, Chernihiv, Sumy, Kherson, Mykolayiv e Zhytomyr», afferma in un comunicato.

Ore 10.30 – «Negoziati. Quarto round. Su pace, cessate il fuoco, ritiro immediato delle truppe e garanzie di sicurezza». Lo scrive su Twitter il consigliere della presidenza ucraina, Mykhailo Podolyak, nel giorno per cui sono stati annunciati nuovi colloqui, in collegamento video, tra Russia e Ucraina. «Colloqui difficili. Sebbene la Russia si renda conto dell’assurdità delle sue azioni aggressive – ha aggiunto – si illude ancora che 19 giorni di violenza contro città pacifiche dell’Ucraina siano la strategia giusta».

Ore 10.25 – Sono più di 40mila i miliziani siriani arruolati finora dalla Russia in Siria, secondo quanto riferito dall’Osservatorio nazionale per i diritti umani che si avvale da anni sul terreno di una fitta rete di fonti locali. L’Osservatorio precisa che finora però nessun combattente siriano è stato trasferito al fronte ucraino dai rappresentanti militari russi. «Finora si sono iscritti alle liste di arruolamento più di 40mila combattenti», ha affermato l’Osservatorio, sostenendo che questi non sono «volontari» bensì si sono iscritti dietro promesse di ricevere «un salario e privilegi».

Ore 9.33 – L’attacco missilistico russo a una base militare ucraina vicino al confine polacco, che ha provocato la morte di 35 persone, è stato un tentativo di «minacciare» la Nato. Lo ha detto alla Bbc il vice ministro degli Esteri polacco, Marcin Przydacz secondo cui la mossa della Russia è stata «altamente provocatoria». «Sapevano sicuramente che questa base militare si trovava molto vicino al confine polacco», ha detto. «Quindi ovviamente i russi sapevano cosa stavano colpendo e volevano minacciare la Nato… Volevano inviare un messaggio che minacciava la Nato. Temo che il mio Paese e molti altri Paesi siano in qualche modo in pericolo dal momento che Putin sta cercando di distruggere il mondo in cui viviamo».

Ore 9.30 – «A coloro che all’estero hanno paura di essere trascinati nella terza guerra mondiale. L’Ucraina combatte con successo. Abbiamo bisogno di voi per aiutarci a combattere. Forniteci tutte le armi necessarie». Lo scrive il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba su Twitter. «Applicate più sanzioni alla Russia e isolatela completamente. Aiutate l’Ucraina a costringere Putin al fallimento e scongiurerete una guerra più grande», chiede il ministro ucraino.

Ore 9.24 – Un corridoio di terra è stato stabilito tra la Crimea e il Donbass. Lo riporta la Cnn citando l’agenzia di stampa statale russa Ria Novosti. Nel suo rapporto, l’agenzia di stampa ha citato il vicepremier della Crimea Georgiy Muradov, che è il rappresentante permanente della Repubblica di Crimea sotto il presidente della Russia. Secondo la Ria, il corridoio fornisce un percorso strategico che collega la Crimea a Mariupol, che è attualmente circondata da truppe separatiste russe e sostenute dalla Russia. Il corridoio di terra permetterebbe alle truppe in Crimea di unire le forze con i ribelli sostenuti dalla Russia nell’autoproclamata Repubblica Popolare di Donetsk (DPR), oltre a dare alle forze sostenute dalla Russia l’accesso alle città portuali chiave lungo il Mar d’Azov.

Ore 9.23 – Attacchi all’assistenza sanitaria in Ucraina. «Al 12 marzo sono stati registrati 31 attacchi, con 12 morti (2 operatori sanitari) e 34 feriti (8 operatori sanitari)». Lo segnala l’Oms in un report con i dati del suo Surveillance System for Attacks on Health Care riferito alla guerra in Ucraina. L’Oms «condanna fermamente gli atti di violenza contro l’assistenza sanitaria» e per l’Organizzazione mondiale della sanità «ogni singolo attacco priva le persone di servizi salvavita» e «gli attacchi all’assistenza sanitaria sono violazioni dei diritti umani».

Ore 9.15 – L’amministrazione di Kiev ha precisato che è stato lo stabilimento degli aerei Antonov, e non l’aeroporto, a essere bombardato stamane dalle forze russe. Lo riferisce la Bbc aggiungendo che l’impianto di produzione di aerei Antonov si trova a Sviatoshyn Airfield, a circa 10 km dal centro della capitale ucraina.

Ore 9.00 – Le ricostruzioni diffuse dagli Usa sulla richiesta russa di armi e di altre forniture alla Cina «sono solo disinformazione» americana. È il commento del portavoce del ministero degli Esteri, Zhao Lijian.  Pechino ha accusato Washington di diffondere «disinformazione» sul ruolo della Cina nella guerra tra Russia e Ucraina, nell’imminenza dei colloqui di Roma tra il consigliere per la Sicurezza nazionale Jake Sullivan e Yang Jiechi, il capo della diplomazia del Partito comunista cinese. Zhao, nel corso del briefing quotidiano, è stato più volte sollecitato a commentare sia quanto riportato dal Financial Times e dal Washington Post sulla richiesta russa di aiuti militari a Pechino sia sul monito di Sullivan a non tentare di «salvare» la Russia eludendo le sanzioni imposte a Mosca: «gli Stati Uniti hanno diffuso disinformazione sulla questione dell’Ucraina, prendendo di mira la Cina, con intenzioni malevole», ha detto il portavoce, assicurando che Pechino «tutelerà con forza i diritti e gli interessi legittimi delle imprese e degli individui cinesi». «Qualsiasi informazione falsa che diffama gli sforzi della Cina è irresponsabile e immorale. Le sanzioni non sono mai state un modo efficace per risolvere i problemi», ha continuato Zhao, ribandendo che la Cina «si oppone a ogni sanzione unilaterale e alla giurisdizione dal braccio lungo degli Stati Uniti». Pechino, ha concluso il portavoce, «ha una posizione coerente e punta a svolgere un ruolo costruttivo nella promozione dei colloqui di pace e a sostenere tutti gli sforzi che portino a una soluzione pacifica».

Ore 8.20 – L’aeroporto Antononv, nel nord di Kiev, è stato colpito dai bombardamenti russi. Lo riferisce la Bbc citando le autorità cittadine. Antonov, noto anche come Hostomel, è il più importante aeroporto internazionale cargo dell’Ucraina, usato anche come base militare. Sui social media circolano dei video non verificati che mostrano una grossa nube di fumo che si alza dall’aeroporto.

Ore 8.00 – Le sanzioni e il congelamento dei conti in valuta estera della Russia sono un tentativo dei Paesi occidentali di voler orchestrare il suo «default artificiale». Lo afferma il ministero delle Finanze russo, riferisce l’agenza Tass. «Le dichiarazioni secondo cui la Russia non può far fronte ai propri obblighi di debito pubblico non corrispondono alla realtà», ha affermato il ministero in una nota.

Ore 7.55 – Le delegazioni ucraina e russa riprendono i negoziati questa mattina in video conferenza alle 10.30 ora di Kiev (le 9.30 in Italia). Lo riporta il Kyiv Independent citando un membro della delegazione e leader del partito del presidente Zelensky in Parlamento sul canale telegram del consigliere del ministro dell’interno Anton Gerashchenko. 

Ore 7.50 – Almeno due persone sarebbero morte nel quartiere di Obolon, a Kiev, dove stamani sarebbe stato colpito un edificio residenziale di nove piani. Lo riporta The Kyiv Independent, precisando che altre tre persone sono state trasportate in ospedale. Su Twitter vengono diffuse immagini attribuite ai servizi di emergenza ucraini che mostrano fiamme e vigili del fuoco al lavoro.

Ore 7.30 – I civili che cercano di scappare da Mariupol nel sud dell’Ucraina raccontano di scene disperate nella città in cui le forze russe hanno intensificato l’assedio. Lo riferisce la Bbc che ha raccolto le testimonianze dei cittadini. Padre Pavel Komashevsky, un prete, ha raccontato che nelle zone residenziali gli abitanti vengono bombardati senza sosta notte e giorno, con il rombo dei jet sulle loro teste e le esplosioni di missili Grad. L’uomo ha spiegato anche che manca l’elettricità e che cibo e acqua stanno per finire e che gli abitanti hanno iniziato a saccheggiare negozi e farmacia. Padre Pavel ha detto di aver provato ad andarsene giorni fa, ma i tentativi di evacuare attraverso un corridoio umanitario sono stati abbandonati per i bombardamenti russi.

Ore 7.00 – Anche droni, nel quadro di un sostegno militare, e assistenza economica. È quello che Mosca avrebbe chiesto alla Cina dopo l’invasione russa dell’Ucraina secondo notizie riportate dalla Cnn che cita due funzionari Usa dopo che il Financial Times ha rivelato che Mosca avrebbe chiesto a Pechino di fornire equipaggiamento militare fin dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina. La Cnn precisa che secondo una delle sue fonti la Cina ha risposto alla richiesta russa, ma il funzionario non è entrato nel dettaglio della risposta. Per oggi è previsto a Roma un incontro tra il consigliere per la Sicurezza nazionale Usa, Jake Sullivan, e Yang Jiechi dell’Ufficio politico del Comitato centrale del Partito comunista cinese e capo della Commissione esteri del Comitato centrale del Pcc. Ai rapporti di stampa sulla richiesta russa ha già risposto il portavoce dell’ambasciata cinese a Washington, Liu Pengyu, che ha affermato di «non averne mai sentito parlare» e ha definito «davvero sconcertante» la situazione in Ucraina insistendo sula «moderazione» per evitare un’ulteriore escalation.

Ore 5.40 – L‘Ucraina si sta preparando a un’invasione navale di Odessa. Secondo quanto riporta il New York Post citando il segretario del Consiglio nazionale per la Sicurezza e la difesa di Kiev, Oleksiy Danilov, le forze russe hanno pianificato l’attacco nei giorni scorsi ma sono state costrette a rimandarlo a causa delle cattive condizioni climatiche che hanno costretto al loro flotta a tornare a Sebastopoli, in Crimea. 

Ore 6.09 – I pubblici ministeri russi hanno lanciato avvertimenti alle società occidentali in Russia, minacciando di arrestare i leader delle aziende che criticano il governo o di sequestrare i beni delle società che si ritirano dal Paese. Lo riporta il Wall Street Journal. Tra le aziende minacciate Coca-Cola, McDonald’s, Procter & Gamble, IBM e KFC. Le chiamate, le lettere e le visite includevano minacce di citare in giudizio le società e sequestrare beni inclusi marchi. L’ambasciata russa a Washington non ha voluto commentare.La scorsa settimana il presidente russo Vladimir Putin ha espresso sostegno a una legge per nazionalizzare i beni delle società straniere che lasciano il Paese a causa dell’invasione dell’Ucraina. Gli avvertimenti dei pubblici ministeri erano diretti alle aziende di tutti i settori, tra cui tecnologia, cibo, abbigliamento e banche.

Ucraina, a Leopoli risveglio da incubo: il boato degli aerei a notte fonda, la fuga e il fumo degli attacchi

Ore 6.00 – È atteso per oggi, lunedì 14 marzo, l’incontro a Roma del consigliere per la Sicurezza nazionale di Biden con Yang Jiechi per cercare «una forte risposta internazionale e per delineare una strategia di sicurezza globale». L’ambasciatore italiano in Ucraina Pier Francesco Zazo ha ricordato come «solo noi e la Francia siamo tra i Paesi del G7 che hanno ancora una rappresentanza nel Paese» invaso. Intanto, sono almeno 35 i morti nel raid contro una base militare al confine polacco. Il ministro della Difesa russo ha annunciato: «Sono 180 i mercenari stranieri uccisi negli attacchi a Staritchi e alla base di Yavoriv». Un video-reporter americano, il 51enne Brent Renaud, è stato ucciso dalle forze russe e due suoi colleghi sono rimasti feriti a Irpin, nei sobborghi di Kiev.

Ore 5.46 Video di Zelensky: impegno a continuare a trattare con Putin Il presidente Volodymyr Zelensky si impegna a continuare le trattative con la Russia e, in un nuovo video, afferma che la delegazione dell’Ucraina per i negoziati ha il «chiaro compito» di fare il possibile per assicurare un incontro con Vladimir Putin. Zelensky da tempo chiede un incontro col suo omologo russo, ma finora la sua richiesta non e’ stata ascoltata dal Cremlino.

Ore 5.03 – La Russia oltre all’assistenza militare ha chiesto alla Cina anche assistenza economica. Lo riporta Cnn citando due fonti dell’amministrazione Usa, secondo le quali Mosca avrebbe fra l’altro chiesto a Pechino dei droni.

Ore 4.28 – Il procuratore generale dell’Ucraina ha aperto un’indagine per tradimento su Galina Danilchenko, la neo sindaca di Melitopol, insediatasi dopo l’occupazione russa della città. Lo rende noto la Cnn. L’ufficio del procuratore generale ha annunciato di aver aperto un’indagine, accusando Danilchenko di «aver adempiuto al compito affidatole dai suoi rappresentanti della Federazione Russa» quando si è dichiarata sindaca ad interim di Melitopol. «Nell’annunciare la creazione di un organismo non definito dalla legge ucraina, questo Comitato dei deputati del popolo, l’indagata ha chiesto ai cittadini ucraini il loro sostegno e ai cittadini di Melitopol di smettere di resistere alle forze di occupazione», si legge nella dichiarazione dell’ufficio del procuratore. Venerdì scorso il sindaco eletto di Melitopol, Ivan Fedorov , è stato arrestato venerdì da uomini armati. Poco dopo la sua detenzione, l’ufficio del pubblico ministero per la regione separatista di Luhansk, sostenuta dalla Russia, ha accusato Fedorov di reati di terrorismo. Ieri Danilchenko ha detto in un video televisivo che i »canali televisivi russi» avrebbero iniziato a trasmettere nella regione.

Ore 4.12 – «La Crimea e il Donbass sono ora collegati da un corridoio terrestre attraverso il territorio dell’Ucraina. L’autostrada dalla Crimea a Mariupol è stata presa sotto controllo». Lo afferma il vicepremier di Crimea, Georgy Muradov, a Ria Novosti. «Questa strada può diventare un’importante autostrada per la Crimea, collegando la penisola con Mariupol — il centro metallurgico del Mar d’Azov — e la regione industriale del Donbas. Questa è la chiave per lo sviluppo futuro dell’intera regione», ha sottolineato Muradov.

Ore 3.46 – «Caccia» agli oligarchi, l’Australia nel colpisce 33 e c’è anche Roman Abramovich. Il governo dell’Australia ha imposto nuove sanzioni agli oligarchi russi, incluso Roman Abramovich. Nel mirino di Canberra sono finiti 33 miliardari, fra i quali l’amministratore delegato di Gazprom, Alexey Miller, e il presidente di Bank Rossiya, Dmitri Lebedev.

Ore 3.27 – Ramzan Kadyrov, l’uomo forte leader della Cecenia, ha dichiarato di essere in Ucraina insieme alle forze russe che stanno conducendo un’offensiva nel Paese. Kadyrov, che è accusato dalle ONG internazionali di gravi violazioni dei diritti umani nella repubblica del Caucaso, ha pubblicato su Telegram un video di se stesso in uniforme militare che studiava progetti attorno a un tavolo con i soldati in una stanza. Ha detto in un messaggio che il video era stato girato a Hostomel, un aeroporto vicino a Kiev catturato dalle forze russe nei primi giorni della loro offensiva. Queste informazioni non possono essere verificate in modo indipendente. «L’altro giorno eravamo a circa 20 km da voi nazisti di Kiev e ora siamo ancora più vicini», ha scritto Kadyrov. Ha invitato le forze ucraine ad arrendersi «o sarete finiti». Kadyrov, che governa la Repubblica di Cecenia russa con il pugno di ferro, è un ex ribelle diventato alleato del Cremlino con una forza paramilitare al suo comando. All’inizio dell’offensiva russa sui social network sono circolate immagini che mostrano una piazza della capitale cecena Grozny piena di soldati che affermano di essere diretti in Ucraina. Le forze di Kadyrov sono accusate di numerosi abusi in Cecenia.

Ore 3.06 – Telefonata tra il segretario di Stato Antony Blinken e il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba. Lo ha annunciato il dipartimento di Stato americano. «Blinken — riporta la nota — ha ribadito la ferma difesa dell’Ucraina contro la brutale aggressione Del Cremlino». Su Twitter Kuleba ha commentato: «Con Blinken siamo d’accordo che va fatto di più per fermare l’aggressione russa e costringere la Russia a rispondere dei suoi crimini».

Ore 2.38 – Le sirene d’allarme suonano in almeno 19 delle 24 regioni dell’Ucraina. Lo riporta il Kyiv Independent. Possibile ipotizzare un nuovo attacco su larga scala.

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