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Ucraina diretta, ripartono i negoziati. Kiev, bombe su stabilimento di aerei e su un palazzo: almeno 2 morti. Mosca ha chiusto aiuti alla Cina ma Pechino: falsità

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Ucraina, la diretta del diciannovesimo giorno di guerra. Le sirene suonano ancora una volta nella gran parte del Paese: in almeno 19 delle 24 province del Paese la nottata è stata ancora di paura sotto il fuoco dell’artiglieria russa. Volodymyr Zelensky esorta la popolazione a resistere: «Vinceremo», dice in uno dei suoi video serali. Con toni duri il presidente ucraino mette poi in guardia la Nato: senza una no-fly zone «è solo questione di tempo» prima che un missile russo cada nel territorio dell’Alleanza. E parla del nuovo round di negoziati atteso a ore e che, per la sua delegazione, ha il «compito chiaro» di portare a casa anche un incontro fra Zelensky e il presidente russo Vladimir Putin. Proprio Zelensky chiede da tempo un faccia a faccia con Putin, ma la sua richiesta finora non è stata accolta dal Cremlino.

APPROFONDIMENTI

Armi chimiche, monito di Varsavia (appoggiata dagli Usa): «Se Putin le usa interverrà la Nato»

Mentre a Mariupol si rischia il peggio con la popolazione ormai allo stremo senza cibo e medicine e a Odessa ci si prepara per un’invasione russa dal mare, la diplomazia lavora a tutto campo nel tentativo di mettere fine alla guerra. Oltre ai colloqui fra Ucraina e Russia, nelle prossime ore è atteso a Roma il vertice Usa-Cina fra il consigliere alla Sicurezza nazionale americano Jack Sullivan e il capo della diplomazia del Partito comunista cinese Yang Jiechi. Un incontro che arriva mentre filtrano indiscrezioni sulla richiesta della Russia di assistenza militare, inclusi droni, ed economica alla Cina. Per Sullivan e Jiechi è il primo incontro dallo scorso ottobre, il primo faccia a faccia quindi da quando è iniziata la guerra. La Cina non ha mai condannato l’attacco di Mosca ma si è astenuta, anziché votare “no”, sulla risoluzione dell’Onu contro la Russia. Solo alcuni giorni fa il presidente cinese Xi Jinping ha però usato per la prima volta il termine “guerra”, tanto sgradito al suo alleato Vladimir Putin. In vista dell’incontro romano e per fare il punto sulle varie iniziative in campo, Joe Biden ha sentito nelle ultime ore il presidente francese Emmanuel Macron. I due leader, riferisce l’Eliseo, si sono accordati per rafforzare le sanzioni contro la Russia. A chiedere a Biden di fare di più per l’Ucraina è da una parte Zelensky e dall’altra un coro bipartisan che si è alzato dal Congresso americano. La richiesta è quella di fornire più armi e jet da combattimento a Kiev in modo che – sostengono parlamentari e senatori Usa – possa difendersi meglio dalla Russia.

Ucraina, la diretta della guerra

Ore 10.37 – È salito a 2.500 il numero delle persone che hanno perso la vita a Mariupol, città portuale nel sud dell’Ucraina assediata e bombardata dalle truppe russe, dall’inizio della guerra lo scorso 24 febbraio. Lo ha detto Oleksiy Arestovych, consigliere del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, spiegando che i dati sono stati forniti dall’amministrazione comunale di Mariupol. Arestovych ha poi accusato la Russia di impedire l’arrivo degli aiuti umanitari in città.

Ore 10.36 – Novanta bambini sono stati uccisi e oltre 100 feriti dall’inizio dell’invasione in Ucraina. Lo afferma l’ufficio del procuratore generale dell’Ucraina, secondo quanto riporta il Guardian. «Il maggior numero di vittime è nelle regioni di Kiev, Kharkiv, Donetsk, Chernihiv, Sumy, Kherson, Mykolayiv e Zhytomyr», afferma in un comunicato.

Ore 10.30 – «Negoziati. Quarto round. Su pace, cessate il fuoco, ritiro immediato delle truppe e garanzie di sicurezza». Lo scrive su Twitter il consigliere della presidenza ucraina, Mykhailo Podolyak, nel giorno per cui sono stati annunciati nuovi colloqui, in collegamento video, tra Russia e Ucraina. «Colloqui difficili. Sebbene la Russia si renda conto dell’assurdità delle sue azioni aggressive – ha aggiunto – si illude ancora che 19 giorni di violenza contro città pacifiche dell’Ucraina siano la strategia giusta».

 

 

Ore 10.25 – Sono più di 40mila i miliziani siriani arruolati finora dalla Russia in Siria, secondo quanto riferito dall’Osservatorio nazionale per i diritti umani che si avvale da anni sul terreno di una fitta rete di fonti locali. L’Osservatorio precisa che finora però nessun combattente siriano è stato trasferito al fronte ucraino dai rappresentanti militari russi. «Finora si sono iscritti alle liste di arruolamento più di 40mila combattenti», ha affermato l’Osservatorio, sostenendo che questi non sono «volontari» bensì si sono iscritti dietro promesse di ricevere «un salario e privilegi».

Ore 9.33 – L’attacco missilistico russo a una base militare ucraina vicino al confine polacco, che ha provocato la morte di 35 persone, è stato un tentativo di «minacciare» la Nato. Lo ha detto alla Bbc il vice ministro degli Esteri polacco, Marcin Przydacz secondo cui la mossa della Russia è stata «altamente provocatoria». «Sapevano sicuramente che questa base militare si trovava molto vicino al confine polacco», ha detto. «Quindi ovviamente i russi sapevano cosa stavano colpendo e volevano minacciare la Nato… Volevano inviare un messaggio che minacciava la Nato. Temo che il mio Paese e molti altri Paesi siano in qualche modo in pericolo dal momento che Putin sta cercando di distruggere il mondo in cui viviamo».

Ore 9.30 – «A coloro che all’estero hanno paura di essere trascinati nella terza guerra mondiale. L’Ucraina combatte con successo. Abbiamo bisogno di voi per aiutarci a combattere. Forniteci tutte le armi necessarie». Lo scrive il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba su Twitter. «Applicate più sanzioni alla Russia e isolatela completamente. Aiutate l’Ucraina a costringere Putin al fallimento e scongiurerete una guerra più grande», chiede il ministro ucraino.

Ore 9.24 – Un corridoio di terra è stato stabilito tra la Crimea e il Donbass. Lo riporta la Cnn citando l’agenzia di stampa statale russa Ria Novosti. Nel suo rapporto, l’agenzia di stampa ha citato il vicepremier della Crimea Georgiy Muradov, che è il rappresentante permanente della Repubblica di Crimea sotto il presidente della Russia. Secondo la Ria, il corridoio fornisce un percorso strategico che collega la Crimea a Mariupol, che è attualmente circondata da truppe separatiste russe e sostenute dalla Russia. Il corridoio di terra permetterebbe alle truppe in Crimea di unire le forze con i ribelli sostenuti dalla Russia nell’autoproclamata Repubblica Popolare di Donetsk (DPR), oltre a dare alle forze sostenute dalla Russia l’accesso alle città portuali chiave lungo il Mar d’Azov.

Ore 9.23 – Attacchi all’assistenza sanitaria in Ucraina. «Al 12 marzo sono stati registrati 31 attacchi, con 12 morti (2 operatori sanitari) e 34 feriti (8 operatori sanitari)». Lo segnala l’Oms in un report con i dati del suo Surveillance System for Attacks on Health Care riferito alla guerra in Ucraina. L’Oms «condanna fermamente gli atti di violenza contro l’assistenza sanitaria» e per l’Organizzazione mondiale della sanità «ogni singolo attacco priva le persone di servizi salvavita» e «gli attacchi all’assistenza sanitaria sono violazioni dei diritti umani».

Ore 9.15 – L’amministrazione di Kiev ha precisato che è stato lo stabilimento degli aerei Antonov, e non l’aeroporto, a essere bombardato stamane dalle forze russe. Lo riferisce la Bbc aggiungendo che l’impianto di produzione di aerei Antonov si trova a Sviatoshyn Airfield, a circa 10 km dal centro della capitale ucraina.

Ore 9.08 – L’amministrazione di Kiev ha precisato che è stato lo »stabilimento« degli aerei Antonov, e non l’aeroporto, a essere bombardato stamane dalle forze russe. Lo riferisce la Bbc aggiungendo che l’impianto di produzione di aerei Antonov si trova a Sviatoshyn Airfield, a circa 10 km dal centro della capitale ucraina.

Ore 9.00 – Le ricostruzioni diffuse dagli Usa sulla richiesta russa di armi e di altre forniture alla Cina «sono solo disinformazione» americana. È il commento del portavoce del ministero degli Esteri, Zhao Lijian.  Pechino ha accusato Washington di diffondere «disinformazione» sul ruolo della Cina nella guerra tra Russia e Ucraina, nell’imminenza dei colloqui di Roma tra il consigliere per la Sicurezza nazionale Jake Sullivan e Yang Jiechi, il capo della diplomazia del Partito comunista cinese. Zhao, nel corso del briefing quotidiano, è stato più volte sollecitato a commentare sia quanto riportato dal Financial Times e dal Washington Post sulla richiesta russa di aiuti militari a Pechino sia sul monito di Sullivan a non tentare di «salvare» la Russia eludendo le sanzioni imposte a Mosca: «gli Stati Uniti hanno diffuso disinformazione sulla questione dell’Ucraina, prendendo di mira la Cina, con intenzioni malevole», ha detto il portavoce, assicurando che Pechino «tutelerà con forza i diritti e gli interessi legittimi delle imprese e degli individui cinesi». «Qualsiasi informazione falsa che diffama gli sforzi della Cina è irresponsabile e immorale. Le sanzioni non sono mai state un modo efficace per risolvere i problemi», ha continuato Zhao, ribandendo che la Cina «si oppone a ogni sanzione unilaterale e alla giurisdizione dal braccio lungo degli Stati Uniti». Pechino, ha concluso il portavoce, «ha una posizione coerente e punta a svolgere un ruolo costruttivo nella promozione dei colloqui di pace e a sostenere tutti gli sforzi che portino a una soluzione pacifica».

Ore 8.20 – L’aeroporto Antononv, nel nord di Kiev, è stato colpito dai bombardamenti russi. Lo riferisce la Bbc citando le autorità cittadine. Antonov, noto anche come Hostomel, è il più importante aeroporto internazionale cargo dell’Ucraina, usato anche come base militare. Sui social media circolano dei video non verificati che mostrano una grossa nube di fumo che si alza dall’aeroporto.

Ore 8.00 – Le sanzioni e il congelamento dei conti in valuta estera della Russia sono un tentativo dei Paesi occidentali di voler orchestrare il suo «default artificiale». Lo afferma il ministero delle Finanze russo, riferisce l’agenza Tass. «Le dichiarazioni secondo cui la Russia non può far fronte ai propri obblighi di debito pubblico non corrispondono alla realtà», ha affermato il ministero in una nota.

Ore 7.55 – Le delegazioni ucraina e russa riprendono i negoziati questa mattina in video conferenza alle 10.30 ora di Kiev (le 9.30 in Italia). Lo riporta il Kyiv Independent citando un membro della delegazione e leader del partito del presidente Zelensky in Parlamento sul canale telegram del consigliere del ministro dell’interno Anton Gerashchenko. 

Ore 7.50 – Almeno due persone sarebbero morte nel quartiere di Obolon, a Kiev, dove stamani sarebbe stato colpito un edificio residenziale di nove piani. Lo riporta The Kyiv Independent, precisando che altre tre persone sono state trasportate in ospedale. Su Twitter vengono diffuse immagini attribuite ai servizi di emergenza ucraini che mostrano fiamme e vigili del fuoco al lavoro.

 

Ore 7.30 – I civili che cercano di scappare da Mariupol nel sud dell’Ucraina raccontano di scene disperate nella città in cui le forze russe hanno intensificato l’assedio. Lo riferisce la Bbc che ha raccolto le testimonianze dei cittadini. Padre Pavel Komashevsky, un prete, ha raccontato che nelle zone residenziali gli abitanti vengono bombardati senza sosta notte e giorno, con il rombo dei jet sulle loro teste e le esplosioni di missili Grad. L’uomo ha spiegato anche che manca l’elettricità e che cibo e acqua stanno per finire e che gli abitanti hanno iniziato a saccheggiare negozi e farmacia. Padre Pavel ha detto di aver provato ad andarsene giorni fa, ma i tentativi di evacuare attraverso un corridoio umanitario sono stati abbandonati per i bombardamenti russi.

 

Ore 7.00 – Anche droni, nel quadro di un sostegno militare, e assistenza economica. È quello che Mosca avrebbe chiesto alla Cina dopo l’invasione russa dell’Ucraina secondo notizie riportate dalla Cnn che cita due funzionari Usa dopo che il Financial Times ha rivelato che Mosca avrebbe chiesto a Pechino di fornire equipaggiamento militare fin dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina. La Cnn precisa che secondo una delle sue fonti la Cina ha risposto alla richiesta russa, ma il funzionario non è entrato nel dettaglio della risposta. Per oggi è previsto a Roma un incontro tra il consigliere per la Sicurezza nazionale Usa, Jake Sullivan, e Yang Jiechi dell’Ufficio politico del Comitato centrale del Partito comunista cinese e capo della Commissione esteri del Comitato centrale del Pcc. Ai rapporti di stampa sulla richiesta russa ha già risposto il portavoce dell’ambasciata cinese a Washington, Liu Pengyu, che ha affermato di «non averne mai sentito parlare» e ha definito «davvero sconcertante» la situazione in Ucraina insistendo sula «moderazione» per evitare un’ulteriore escalation.

Ore 5.40 – L‘Ucraina si sta preparando a un’invasione navale di Odessa. Secondo quanto riporta il New York Post citando il segretario del Consiglio nazionale per la Sicurezza e la difesa di Kiev, Oleksiy Danilov, le forze russe hanno pianificato l’attacco nei giorni scorsi ma sono state costrette a rimandarlo a causa delle cattive condizioni climatiche che hanno costretto al loro flotta a tornare a Sebastopoli, in Crimea. 

Ore 6.09 – I pubblici ministeri russi hanno lanciato avvertimenti alle società occidentali in Russia, minacciando di arrestare i leader delle aziende che criticano il governo o di sequestrare i beni delle società che si ritirano dal Paese. Lo riporta il Wall Street Journal. Tra le aziende minacciate Coca-Cola, McDonald’s, Procter & Gamble, IBM e KFC. Le chiamate, le lettere e le visite includevano minacce di citare in giudizio le società e sequestrare beni inclusi marchi. L’ambasciata russa a Washington non ha voluto commentare.La scorsa settimana il presidente russo Vladimir Putin ha espresso sostegno a una legge per nazionalizzare i beni delle società straniere che lasciano il Paese a causa dell’invasione dell’Ucraina. Gli avvertimenti dei pubblici ministeri erano diretti alle aziende di tutti i settori, tra cui tecnologia, cibo, abbigliamento e banche.

Ucraina, a Leopoli risveglio da incubo: il boato degli aerei a notte fonda, la fuga e il fumo degli attacchi

Ore 6.00 – È atteso per oggi, lunedì 14 marzo, l’incontro a Roma del consigliere per la Sicurezza nazionale di Biden con Yang Jiechi per cercare «una forte risposta internazionale e per delineare una strategia di sicurezza globale». L’ambasciatore italiano in Ucraina Pier Francesco Zazo ha ricordato come «solo noi e la Francia siamo tra i Paesi del G7 che hanno ancora una rappresentanza nel Paese» invaso. Intanto, sono almeno 35 i morti nel raid contro una base militare al confine polacco. Il ministro della Difesa russo ha annunciato: «Sono 180 i mercenari stranieri uccisi negli attacchi a Staritchi e alla base di Yavoriv». Un video-reporter americano, il 51enne Brent Renaud, è stato ucciso dalle forze russe e due suoi colleghi sono rimasti feriti a Irpin, nei sobborghi di Kiev.

Ore 5.46 Video di Zelensky: impegno a continuare a trattare con Putin Il presidente Volodymyr Zelensky si impegna a continuare le trattative con la Russia e, in un nuovo video, afferma che la delegazione dell’Ucraina per i negoziati ha il «chiaro compito» di fare il possibile per assicurare un incontro con Vladimir Putin. Zelensky da tempo chiede un incontro col suo omologo russo, ma finora la sua richiesta non e’ stata ascoltata dal Cremlino.

Ore 5.03 – La Russia oltre all’assistenza militare ha chiesto alla Cina anche assistenza economica. Lo riporta Cnn citando due fonti dell’amministrazione Usa, secondo le quali Mosca avrebbe fra l’altro chiesto a Pechino dei droni.

Ore 4.28 – Il procuratore generale dell’Ucraina ha aperto un’indagine per tradimento su Galina Danilchenko, la neo sindaca di Melitopol, insediatasi dopo l’occupazione russa della città. Lo rende noto la Cnn. L’ufficio del procuratore generale ha annunciato di aver aperto un’indagine, accusando Danilchenko di «aver adempiuto al compito affidatole dai suoi rappresentanti della Federazione Russa» quando si è dichiarata sindaca ad interim di Melitopol. «Nell’annunciare la creazione di un organismo non definito dalla legge ucraina, questo Comitato dei deputati del popolo, l’indagata ha chiesto ai cittadini ucraini il loro sostegno e ai cittadini di Melitopol di smettere di resistere alle forze di occupazione», si legge nella dichiarazione dell’ufficio del procuratore. Venerdì scorso il sindaco eletto di Melitopol, Ivan Fedorov , è stato arrestato venerdì da uomini armati. Poco dopo la sua detenzione, l’ufficio del pubblico ministero per la regione separatista di Luhansk, sostenuta dalla Russia, ha accusato Fedorov di reati di terrorismo. Ieri Danilchenko ha detto in un video televisivo che i »canali televisivi russi» avrebbero iniziato a trasmettere nella regione.

Ore 4.12 – «La Crimea e il Donbass sono ora collegati da un corridoio terrestre attraverso il territorio dell’Ucraina. L’autostrada dalla Crimea a Mariupol è stata presa sotto controllo». Lo afferma il vicepremier di Crimea, Georgy Muradov, a Ria Novosti. «Questa strada può diventare un’importante autostrada per la Crimea, collegando la penisola con Mariupol — il centro metallurgico del Mar d’Azov — e la regione industriale del Donbas. Questa è la chiave per lo sviluppo futuro dell’intera regione», ha sottolineato Muradov.

Ore 3.46 – «Caccia» agli oligarchi, l’Australia nel colpisce 33 e c’è anche Roman Abramovich. Il governo dell’Australia ha imposto nuove sanzioni agli oligarchi russi, incluso Roman Abramovich. Nel mirino di Canberra sono finiti 33 miliardari, fra i quali l’amministratore delegato di Gazprom, Alexey Miller, e il presidente di Bank Rossiya, Dmitri Lebedev.

Ore 3.27 – Ramzan Kadyrov, l’uomo forte leader della Cecenia, ha dichiarato di essere in Ucraina insieme alle forze russe che stanno conducendo un’offensiva nel Paese. Kadyrov, che è accusato dalle ONG internazionali di gravi violazioni dei diritti umani nella repubblica del Caucaso, ha pubblicato su Telegram un video di se stesso in uniforme militare che studiava progetti attorno a un tavolo con i soldati in una stanza. Ha detto in un messaggio che il video era stato girato a Hostomel, un aeroporto vicino a Kiev catturato dalle forze russe nei primi giorni della loro offensiva. Queste informazioni non possono essere verificate in modo indipendente. «L’altro giorno eravamo a circa 20 km da voi nazisti di Kiev e ora siamo ancora più vicini», ha scritto Kadyrov. Ha invitato le forze ucraine ad arrendersi «o sarete finiti». Kadyrov, che governa la Repubblica di Cecenia russa con il pugno di ferro, è un ex ribelle diventato alleato del Cremlino con una forza paramilitare al suo comando. All’inizio dell’offensiva russa sui social network sono circolate immagini che mostrano una piazza della capitale cecena Grozny piena di soldati che affermano di essere diretti in Ucraina. Le forze di Kadyrov sono accusate di numerosi abusi in Cecenia.

Ore 3.06 – Telefonata tra il segretario di Stato Antony Blinken e il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba. Lo ha annunciato il dipartimento di Stato americano. «Blinken — riporta la nota — ha ribadito la ferma difesa dell’Ucraina contro la brutale aggressione Del Cremlino». Su Twitter Kuleba ha commentato: «Con Blinken siamo d’accordo che va fatto di più per fermare l’aggressione russa e costringere la Russia a rispondere dei suoi crimini».

Ore 2.38 – Le sirene d’allarme suonano in almeno 19 delle 24 regioni dell’Ucraina. Lo riporta il Kyiv Independent. Possibile ipotizzare un nuovo attacco su larga scala.